Il clown e l’arte di far ridere

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I Clown sono una necessità di questi tempi, sono una parte della nostra libertà. (J. Lecoq)

Abbiamo chiesto a Fiora Blasi, curatrice del seminario “Il clown e l’arte di far ridere” (Teatro della Rosa, 2-6 settembre 2026) di raccontarci qualcosa sul clown e sul laboratorio che farà presso l’azienda agricola e agriturismo La Rosa del Colle.

D: A chi si rivolge il seminario?

R: Il seminario è aperto a tuttƏ coloro che amano i clown e che hanno voglia di andare in profondità…  attori e attrici che desiderano fare esperienza di quest’arte, musicistƏ, danzatorƏ, circensi, ma anche persone non professioniste appassionate di pratiche artistiche. E a chi desidera allenarsi in un contesto inclusivo, dove si potranno approfondire strumenti tecnici così come le origini e le sfaccettature di questa antica figura.

D: Chi è unƏ clown?

R: Il clown nelle società arcaiche era il Trickster, una sorta di sciamano che aveva il compito di mettere in comunicazione mondi diversi: il vivente e il non vivente, l’umano e l’animale, il sacro e il profano, attraverso scherzi, giochi e rituali.

Oggi il clown continua ad essere una figura liminale, di confine fra circo, teatro e cinema, ma anche fra parti di noi antitetiche. Potremmo dire in poche parole che un pagliaccio è un alter ego che crea ponti fra le nostre luci e le nostre ombre, fra la nostra capacità di costruire e la nostra fallibilità…

Tutto ciò che ha a che fare con l’arte non può però prescindere da un apprendistato -sia artigianale che tecnico- a volte esaltante, a volte invece faticoso. Poter affrontare questo lavoro in un luogo lontano dal normale scorrere del tempo faciliterà la creatività e permetterà di vedere risultati anche a lungo termine.

Penso all’allenamento clown come a un muscolo dell’apertura, dell’onestà e del gioco. Il pubblico ama la fragile forza dei clown che cadano e ripartono sempre, allo stesso modo degli eroi delle fiabe, ma a differenza loro un pagliaccio sosta nella vergogna e nel fallimento, due parole poco contemplate nella società della prestazione. In qualche senso possiamo dire che l’arte clown non permette soltanto di confrontarsi con una tradizione e con delle tecniche, ma aiuta a sperimentare in modo creativo le proprie risorse pre-testuali in scena, ossia: corpo, voce, emozioni, ritmo, pause ecc… UnƏ clown è infatti quasi sempre anche un autore/autrice.

 

D: Un elenco degli “allenamenti clown” che intendi fare.

R: Il mio programma di lavoro sarà:

. Camminate, danze, ritmi e contro ritmi.

. Esasperazione dell’azione.

. Grammelot e dialoghi vocali.

. La regola del tre e dello sguardo.

. Improvvisare, ascoltare, modulare.

. Il vuoto e l’azione: stare e buttarsi.

. Travestimenti che smascherano.

. Autenticità e paradossi.

. Errore e virtuosismo.

. Il muscolo della disponibilità.

. La scoperta del proprio clown: silhouette, vestito, corpo, abilità!

. Studio del clown indoor in sala e outdoor in natura.

 

D: Quali sono gli obiettivi artistici ed umani a cui guarda questo lavoro sul clown?

R: In questo seminario intensivo ogni partecipante costruirà pian piano il proprio clown, scoprendone qualità e limiti. Imparerà a potenziare il ping pong con altri clown. Si divertirà a capire cosa di lui fa ridere e come. Imparerà a modulare le proprie risorse e a giocare con l’errore. Imparerà a gestire il vuoto. Svilupperà le proprie capacità improvvisative e di ascolto di sé e degli altri.

 

PROGRAMMA E ORARI DEL LABORATORIO:

Mercoledì 2 settembre

-arrivo e accoglienza fra le 13.00 e le 15.00

-brunch

-laboratorio h 16.00-19.00

-h 20.00 cena

Giovedì 3 settembre

-h 8.00-9.00 colazione

-h 9.30-13.30 laboratorio

-h 13.30-14.30 pranzo

-h 15.00- 18.00 laboratorio

-h.20.00 cena

Venerdì 4 settembre

-h 8.00-9.00 colazione

-h 9.30-13.30 laboratorio

-h 13.30-14.30 pranzo

-h 15.00- 18.00 laboratorio

-h. 20.00 cena

Sabato 5 settembre

•⁠  ⁠h 8.00-9.00 colazione

-h 9.30-13.30 laboratorio

-h 13.30-14.30 pranzo

-h 15.00- 18.00 laboratorio

-h 19.00 restituzione a pubblico di amici

-h.20.30 cena, musica chiacchiere e danze

Domenica 6 settembre

h 8.00-9.00 colazione

-h 9.30-11.30 laboratorio

Sistemazione stanze, saluti e partenze.

Totale ore di lavoro: 26

 

QUALE ACCOGLIENZA VI DARÀ IL LUOGO

Il Teatro della Rosa nasce in un ambiente rurale e natura incontaminata.

Qui si entra in un’altra dimensione e l’unico suono è quello degli alberi al vento, degli uccelli e di qualche lontano trattore che passa.

Per i laboratori residenziali l’accoglienza è speciale, all’interno dell’Agriturismo La Rosa del Colle:

Il lavoro si svolgerà nella sala di 70mq creata appositamente per laboratori intensivi e manifestazioni di ogni forma d’arte che possa dialogare con la ruralità e la natura.

In questa sala, quattro grandi finestre aperte sulla natura vi riempiranno gli occhi di un verde assoluto mentre vi muoverete con il vostro naso rosso.

Si dormirà in camere doppie con bagno, ristrutturate con cura, letti confortevoli, bagni con docce moderne e spaziose.

Possibilità anche di pernottare in condivisione con altre 4 persone (max) in una sala di lavoro (con bagno).

Pasti genuini cucinati da Teresa con attenzione ai vostri gusti ed intolleranze.

Nel tempo libero passeggiate nei boschi, panorami a perdita d’occhio, visite nei paesi vicini per scambiare due parole o per ballare danze popolari come il saltarello o il liscio, al suono della fisarmonica.

Il Teatro della Rosa. 

Spazio indipendente per il teatro professionale e popolare a cura di Teresa Ruggeri

👇 per info sui costi del laboratorio e iscrizioni

mail a: teruggeri@gmail.com

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