La Villa Lori Olivieri, nella frazione Colle del comune di Fiuminata, è di proprietà della famiglia Olivieri dal 1910. Collocata in prossimità delle Sorgenti del Potenza con il sole che la illumina dall’alba al tramonto, circondata da campi e boschi, gode del delizioso panorama della Forcatura che assieme alle frazioni di Capoiana e Canneggia forma una sorta di colonna vertebrale delle colline che fronteggiano Colle.
La Villa realizzata o probabilmente ricostruita dopo la sequenza di terremoti che interessarono l’area nel XVIII secolo, è stata dichiarata nel 2022 di interesse culturale e sta per essere completamente restaurata con i fondi per la ricostruzione del sisma 2016. Dopo essere stata per circa due secoli la dimora estiva del casato dei Lori, per settant’anni la villa e i fabbricati che la circondano hanno ospitato un’importante azienda silvo-pastorale condotta prima da Angelo Olivieri e poi a partire dal 1920 dal figlio Filemone, da tutti conosciuto come il Sor Filò, e dall’affascinante figura di sua moglie Teresa Ciofi degli Atti.
La villa con l’ingresso principale rivolto verso nord in direzione della vecchia strada che collegava le Sorgenti del Potenza alla Via Prolacquense e quindi alla Via Flaminia si presenta al visitatore attuale con quella che una volta era la parte posteriore del fabbricato. A fare da confine tra la parte signorile e quella produttiva del borgo dove vivevano le famiglie dei mezzadri c’è un sottopasso, impreziosito in epoca più recente dal tondo di una Madonna in terracotta invetriata e da un reperto di spoglio di epoca romana.
Entrando dal portone principale della villa, dopo aver superato un corridoio di collegamento tra le scale e la zona servizi con la cucina e un grande camino, si entra in un ampio salotto affacciato sul giardino retrostante. I soffitti del piano terra sono decorati con forme geometriche dai colori vivaci tranne un delizioso salottino decorato con putti. Al primo piano si accende tramite un grande scalone in pietra scura. Attorno ad un grande salone e ad uno più piccolo si aprono le stanze da letto tutte a volte decorate con scene di natura e di caccia. Proprio per le sue decorazioni tardo settecentesche che a causa del sisma andranno attentamente restaurate la villa è stata dichiarata di interesse culturale ai sensi del "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Parte integrante di questa dimora signorile sono il cortile d’ingresso e il giardino all’italiana con le sue panchine in pietra poste lungo un viale di tigli. All’estremità ovest del giardino abitano nei loro alveari alcune famiglie di api. Ed è proprio nella porzione del parco più lontana dalla villa che talvolta può succedere che entri a curiosare un capriolo.
La stasi dell’azienda dura fino all’inizio degli anni novanta quando Rosa Olivieri, figlia di Filemone, decide di contrastare la crisi dell’attività agricola dell’azienda, trasformando una parte delle case coloniche in agriturismo. La fine dei rapporti di mezzadria aveva avuto come conseguenza l’abbandono di queste abitazioni, parte delle quali erano finite in rovina. Utilizzando i fondi europei destinati alla realizzazione degli agriturismi, la signora Rosa realizzò uno delle prime strutture ricettive di questo genere di tutto l’Alto Maceratese. L’agriturismo Colle era dotato di sette confortevoli stanze arredate con mobili di antiquariato con quel mix di eleganza e ruralità che tuttora contraddistingue le abitazioni di Colle di Brescia.
Nella sala con il soffitto a botte che sorregge i resti dell’antica torre venne aperto un piccolo ristorante negli anni sempre più apprezzato, in cui Rosa preparava con passione pasti semplici e tradizionali.
Nel 2015 l’accoglienza di ospiti e commensali venne sospesa a causa dell’età sempre più avanzata della signora Olivieri, una donna coraggiosa che per due volte nell’arco di un ventennio dovette fare i conti con i terremoti che hanno colpito l’Appennino tra Marche e Umbria. Un impegno durissimo concluso con la riparazione a suo spese del tetto di Villa Lori Olivieri terminata due anni prima di un nuovo terremoto. Rosa Olivieri era una donna così intimamente legata alla sua bellissima dimora che dopo il terremoto del 1997, pur di prevenire saccheggi, non esitò a dormire per mesi in automobile assieme alla sua cagnetta Raissa, senza curarsi del freddo che d’inverno a Colle arriva di frequente sottozero. Per tutto questo, in omaggio al coraggio e alla lungimiranza della fondatrice, all’azienda agricola e all’agriturismo è stato dato il nome: La Rosa del Colle.
Adesso il testimone passa alla quarta generazione: dopo il fondatore Angelo Olivieri, il figlio Filemone e la signora Rosa tocca a sua figlia Teresa, attrice e formatrice teatrale che con il marito Alessandro, giornalista e documentarista, sta lavorando ad una seconda rinascita del Colle. L’obbiettivo è quello di continuare a lasciare intatto lo spirito operoso che ha sempre contraddistinto questa località, riaprendo all’ospitalità per chi ricerca i valori autentici delle nostre aree interne.
Con l’impegno di non alterare il carattere rustico ed elegante e puntando tutto sulla ricerca culturale e artistica e sulla riscoperta delle risorse naturali di cui è dotato il luogo, il progetto dei nuovi titolari è di ricostruire attorno a questo complesso rurale un senso di comunità. Da qui l’idea di utilizzare buona parte del magazzino un tempo destinato alla produzione agricola per realizzare sale polifunzionali da adibire ad attività teatrali ma anche alla danza, al qigong, ai concerti e ad eventi culturali in genere.
La componente agricola si basa su una coltivazione di erbe aromatiche, prevalentemente destinata all’estrazione di olii essenziali con cui abbiamo già realizzato una prima linea di prodotti naturali per il corpo: detergente mani, shampoo, bagnodoccia e crema corpo che troverete nei bagni dell’agriturismo e che al termine del vostro soggiorno a Colle potrete anche acquistare. A complemento dell’attività agricola il giardino della villa ospita un piccolo allevamento di ape ligustica per la produzione familiare di miele millefiori che si nutre dell’intensa biodiversità dell’area attorno alle Sorgenti del Potenza.