Un territorio tutto da scoprire

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La parte più estrema dell’Alta Valle del Potenza con le sue otto frazioni del comune di Fiuminata è un luogo unico nel suo genere. Siamo alle falde del Monte Pennino è questa piccola enclave dell’Alto Maceratese ha un’unica strada d’accesso che termina proprio sotto la montagna. Queste minuscole località quasi del tutto disabitate sono un simbolo dell’abbandono della terra. Fino alla fine degli anni sessanta questa era una zona relativamente popolata. C’erano due piccole botteghe che vendevano di tutto, dagli alimenti a piccoli utensili. C’erano le scuole elementari e c’era l’ufficio postale. Adesso tranne nei giorni di festa e a Ferragosto quando si riaprono case ormai utilizzate solo per vacanza, regna quasi ovunque il silenzio.

È un territorio dove trionfa la biodiversità. Nell’Alta Valle del Potenza agricoltura significava prevalentemente pastorizia. Ai giorni nostri come in passato le coltivazioni si limitavano quasi del tutto a quelle del fagiolo bianco di Laverino, una varietà molto pregiata che viene seminata nelle canapine, piccoli appezzamenti lungo il fiume un tempo utilizzati per far crescere la canapa. Qui l’agricoltura industriale con l’uso sempre più massiccio della chimica non ha mai preso piede anche perché  in agricoltura ha coinciso con l’abbandono della terra preservando questi monti dall’inquinamento.

Tra gli animali che popolano questi monti numerosi sono i caprioli, le volpi, istrici e cinghiali.

L’Alta Valle del Potenza è attraversata da una vasta rete di sentieri che vanno dal Monte Pennino con le sue faggete al Monte Vermenone dove si apre un magnifico altopiano ma anche da un anello cicloturistico molto apprezzato dagli appassionati di mountain-bike denominato Giro dei Quattro Passi.

 

Non solo natura ma anche preziosi beni culturali: Santa Maria di Laverino, una pieve del XII secolo tutta affrescata, tra cui spicca Il martirio di San Giovanni Evangelista di Girolamo di Matteo da Gualdo e la Rocca di Santa Lucia, un piccolo castello fondato nel 1020 da Monaldo III, conte longobardo di Nocera raggiungibile con un’ora di cammino tra i boschi . Due mete tutte da scoprire.

 

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